La sofferenza nei bambini

csa28129I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta.
(Haim G. Ginott)

Numerosi sono i disturbi psicologici che affliggono i bambini: turbe del sonno, disturbi alimentari, disturbi ansiosi e depressivi, disturbi del comportamento e della condotta, disturbi nel controllo e nella regolazione degli impulsi, enuresi, tic e comportamenti stereotipati, ecc.

Questi comportamenti suscitano nell’adulto frustrazione, fastidio,  impotenza, preoccupazione intensa e ansia. Di fronte a tali vissuti l’adulto spesso si trova spaesato perché non sa cosa fare, arrivando anche a colpevolizzare il bambino, giudicandolo, talvolta umiliandolo e facendolo sentire cattivo e inadeguato. Eppure questi bambini soffrono e non riescono a esprimere il loro dolore in modo adeguato attraverso le parole, ma manifestano il proprio disagio attraverso un comportamento.

Le cause

Dietro un mal di pancia, un mal di testa, un cattivo rapporto con il cibo, aggressività, rabbia e ansie, a volte si possono  nascondere delle richieste di aiuto, che, se non comprese, possono alterare lo sviluppo sociale, affettivo e mentale del bambino, influenzando l’adulto che diventerà.

Se escludiamo degli eventi traumatici extra familiari e i disturbi neurologici, legati a lesioni o malattie cerebrali, le cause di tali comportamenti vanno ricercate all’interno dell’ambiente in cui il bambino vive la sua quotidianità. Spesso, alla base del disagio vi sono delle condizioni familiari complesse che non gli permettono di esprimere a pieno se stesso, i propri desideri, i propri sentimenti e i propri vissuti.

Inoltre, il bambino può diventare il capro espiatorio su cui scaricare le tensioni familiari, poiché vi possono essere dei momenti difficili nella vita degli adulti (conflittualità di coppia, un lutto, problemi lavorativi, malattia, ecc.) che incidono sul bambino producendo disagio. Spesso il genitore non è consapevole della sofferenza che produce nel figlio e interpreta i suoi comportamenti come difficili e incomprensibili, giustificandoli o punendoli.

La presenza di un disturbo psicologico di un bambino rappresenta un atto d’amore verso il genitore e verso la propria famiglia, un modo per attirare l’attenzione e risolvere un problema familiare che altrimenti non sarebbe visto.

Come intervenire

In questi casi, è fondamentale l’aiuto di uno specialista, che, grazie all’utilizzo di particolari tecniche, quali il disegno e/o il gioco, riesce a entrare nel mondo del bambino e a indagare i motivi del malessere. Risulta, inoltre, importante la tempestività dell’intervento affinché le difficoltà e i comportamenti problematici vengano affrontati in una fase in cui ancora non si sono consolidati.

Lo specialista  può essere un valido supporto anche per il genitore che vuole imparare a comprendere i segnali d’aiuto lanciati dal figlio, aiutandolo a migliorare la propria capacità comunicativa e a rafforzare le proprie capacità genitoriali.

Pagina FB: https://www.facebook.com/dott.ssamoniacrimaldi/

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Autore: Dott.ssa Monia Crimaldi

Psicologa e Psicoterapeuta in formazione. Per contatti: cel. 3208365171 mail:monia.crimaldi@gmail.com

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