Depressione post partum: come intervenire?

images“Con il tempo starò bene, ma adesso ho bisogno di voi, per avere una spalla su cui piangere o un po’ di comprensione.” S. H.

Il parto oltre ad essere il trionfo della maternità è anche un momento complesso e delicato per ogni donna, poiché il bambino che ha fantasiosamente immaginato per 9 mesi adesso è reale e ciò crea un inevitabile scarto tra immagine idealizzata e realtà. La differenza tra bambino immaginario e bambino reale, tra fantasia e vita, fa sì che il figlio nato non coincida perfettamente con quello atteso, producendo un inevitabile effetto di malinconia.

Inoltre, la donna, ora madre, deve affrontare una tortuosa crisi d’identità, deve ridefinire se stessa nel passaggio da donna a madre. Questi compiti evolutivi non sono semplici da affrontare e spesso si intrecciano con difficoltà sociali, familiari e relazionali proprie della donna, divenendo ancora più complessi, quasi insormontabili.

La sofferenza materna è il più delle volte muta e poco evidente, poiché le donne dissimulano il loro dolore per vergogna, per timore di essere giudicate, per paura che qualcuno intervenga nella relazione con il bambino e glielo tolga, e per la disperazione di non essere come il loro ideale di madre.

La donna può costatare di non provare per il proprio bambino l’emozione, la tenerezza e la sollecitudine che l’opinione comune le impone di manifestare; in alcuni casi la spinta interna verso il figlio è sostituita dalla freddezza e dal disinteresse. Spesso, proprio questo senso di incapacità, di impotenza, di indegnità, che la lascia pietrificata e inerte non sapendo che fare, ostacola l’approccio verso il figlio. L’obiettivo dell’intervento clinico pertanto è quello di ricongiungere e sintonizzare la coppia madre-bambino, attenuando i vissuti spiacevoli.

Il ruolo del padre

Uomini e donne reagiscono differentemente al nuovo compito della genitorialità: le madri, di solito, si preoccupano dell’intimità e delle relazioni affettive, invece i padri tendono a occuparsi delle questioni pratiche. Inoltre, gli uomini tendono a vivere male la paternità quando percepiscono grandi cambiamenti nelle compagne e nella relazione di coppia.

Molte donne che soffrono di depressione nel post partum considerano carente la relazione con il marito, sotto il punto di vista dell’accordo, del sostegno e della soddisfazione. Infatti, la depressione può esasperare dei problemi di coppia già esistenti prima della gravidanza, che a loro volta possono influenzare delle reazioni depressive postnatali. La depressione, pertanto, sembra rendere le relazioni di coppia più difficili, aumenta le tensioni e le fa perdurare nel tempo.

Viceversa un partner disponibile a livello emotivo, senza problematiche di tipo psicologico e in grado di sostenere la madre è un importante fattore di protezione. Infatti, un padre equilibrato non solo sostiene la madre in difficoltà, ma compensa anche gli effetti della depressione materna sul bambino, diminuendo il possibile rischio di una patologia psichica.

Quindi, per ottenere migliori risultati dall’intervento su donne depresse, risulta utile valutare anche il partner; valutare il suo grado di soddisfazione nel rapporto di coppia, il suo attaccamento al bambino.

La diagnosi

La valutazione della Depressione Post Partum è di primaria importanza per promuovere un intervento rapido e tempestivo, sia sulla donna, sia sulla relazione madre-bambino, nonché sulla relazione di coppia.

Una corretta diagnosi permette:

  • di individuare, sin dalla gravidanza, le donne a rischio di un disturbo depressivo dopo il parto;
  • di individuare correttamente e tempestivamente le donne che soffrono di depressione nel post partum.

Tuttavia, la diagnosi non è un’operazione facile, poiché spesso la donna stessa non riconosce i sintomi di allarme, ciò diminuisce le possibilità che questa si rivolga ad uno specialista. Inoltre, spesso i primi segnali della depressione vengono confusi con normali aggiustamenti post partum, elemento che ritarda ulteriormente la richiesta di aiuto.

L’intervento terapeutico

Esistono due principali approcci di trattamento per la depressione post partum, l’approccio psicologico e quello farmacologico. Spesso, l’approccio psicologico è differente in base alla forma del trattamento prescelto, all’orientamento teorico e al terapeuta. Questa forma di supporto ha fornito dei risultati incoraggianti nel trattamento delle depressione, dimostrati da numerosi dati scientifici, e può essere combinato con un trattamento farmacologico.

Inoltre, affinché un intervento psicologico sia efficace per la depressione postnatale è necessario adottare un approccio olistico, che fornisca alle madri le abilità necessarie per attuare dei cambiamenti positivi in diverse aree della loro vita, al fine di aiutare la donna a capire quali elementi hanno contribuito all’insorgere della depressione.

Inoltre, i trattamenti sulla depressione postnatale non hanno effetti solo sulla madre e non sono sempre indirizzati solo alla madre. Infatti, una terapia mirata a migliorare lo stato dell’umore materno è indirettamente d’aiuto anche alla relazione di coppia e al rapporto madre-bambino, migliorando le condizioni psicofisiche del bambino.

Pagina FB: https://www.facebook.com/dott.ssamoniacrimaldi/

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Autore: Dott.ssa Monia Crimaldi

Psicologa e Psicoterapeuta in formazione. Per contatti: cel. 3208365171 mail:monia.crimaldi@gmail.com

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