Le fasi psicologiche della gravidanza

gravidanza-07La gravidanza è un processo che invita a cedere alla forza invisibile che si nasconde nella vita.
(Judy Ford)

I nove mesi della gestazione servono sia all’embrione, affinché possa svilupparsi e crescere trasformandosi in un bambino, sia alla madre, affinché possa prepararsi ad accogliere fisicamente e psicologicamente il neonato.

I mutamenti psicologici che la madre attraversa durante la gravidanza sono propedeutici a renderla una madre pronta a prendersi amorevolmente cura del suo bambino. I nove mesi della gestazione aiutano la donna a sviluppare un profondo senso di attaccamento, che le consentirà di accudire il proprio bambino dopo la nascita e negli anni futuri.

Durante questi lunghi mesi della gravidanza, la donna incinta vede alternarsi fasi psicologiche molto diverse tra loro.

Il primo trimestre

Il primo trimestre è caratterizzato dalla scoperta della gravidanza, che crea una rivoluzione nella vita della donna e che richiede la ricerca di un nuovo equilibrio. Fisicamente il corpo della donna è soggetto ad intensi mutamenti ormonali e fisiologici, che possono arrecare dei fastidi come stanchezza, nausea, cambiamenti dell’umore, ecc.. Inoltre, i primi tre mesi sono una fase delicata della gravidanza a causa del rischio di interruzioni spontanee e precoci. Pertanto, la donna in alcuni casi la donna non riesce a gioire a pieno della gravidanza, perché sopraffatta dai timori e dalle ansie.

Vi sono, inoltre, delle preoccupazioni legate allo stato di salute del bambino. Infatti, preoccupazioni molto comuni sono relative allo sviluppo adeguato e normale dell’embrione, che non abbia malattie genetiche, malformazioni o altre patologie. Da questo punto di vista, farsi costantemente seguire dal personale medico o ostetrico è un modo per trovare risposte a dubbi e paure legittimi e comprensibili. È quindi importante per la donna trovare del personale medico che sia, dal punto di vista professionale e umano, in grado di accogliere, senza pregiudizio, le preoccupazioni e gli stati d’animo della madre.

Il secondo trimestre

Il secondo trimestre appare come un periodo nettamente diverso. È possibile rasserenarsi maggiormente circa l’eventualità di un aborto spontaneo, lasciandosi trasportare finalmente dalle fantasie relative al bambino e alla propria maternità. Inoltre, lo stato fisico della madre ritrova rinnovato benessere ed energia, rendendo questi mesi i migliori, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

In particolare, per quanto riguarda la sessualità, nei primi mesi il timore di poter nuocere all’embrione condiziona nettamente la vita sessuale di molte coppie. Invece, il secondo trimestre consente di ritrovare una maggiore intimità di coppia, grazie anche al fatto che il corpo della donna consente ancora una certa agilità nei movimenti.

Dal punto di vista psicologico, la percezione dei movimenti fetali rendono il bambino reale, seppur non visibile. I movimenti intrauterini segnano un importante momento nella relazione sia con la madre che con il padre, quando questi iniziano ad essere percepibili anche dall’esterno. A partire da questi primi sussulti e colpetti, si gettano le basi per la formazione di quell’inscindibile legame affettivo che unisce un figlio ai propri genitori.

L’ultimo trimestre

L’ultima parte della gravidanza segna l’avvicinarsi del parto. Il corpo della donna diventa sempre più “ingombrante”, la fatica fisica aumenta e nella mente della donna diventa sempre più presente il pensiero al travaglio e al parto. Alcune donne attendo il parto immaginandolo come un evento naturale che fa parte integrante della gravidanza; altre, invece, nutrono un’elevata ansia per questo momento, temendo di provare dolore, di perdere il controllo del proprio corpo, di subire dei danni fisici anche gravi. Sono fondamentali, in questo caso, i corsi di preparazione al parto sia per predisporsi psicologicamente al parto, sia per imparare a controllare la propria ansia e angoscia.

Insieme al parto, si avvicina anche l’idea di poter conoscere veramente e finalmente il proprio bambino. Durante la gravidanza, i genitori hanno ideato un bambino immaginario, frutto di fantasie, aspettative e desideri. Con la nascita i genitori incontreranno il bambino reale, che inevitabilmente sarà diverso da quello immaginato. I genitori dovranno, quindi, elaborare la disillusione legata al bambino immaginato e sostituirlo con il bambino reale.

Per concludere

È importante sottolineare l’indispensabile ruolo che il partner della donna svolge durante tutta la gravidanza. Poter costantemente contare su un compagno sensibile, empatico ed accogliente aiuta la donna ad attraversare le fragilità psicologiche della gravidanza. Un compagno affettuoso e presente sostiene la futura madre, non la fa sentire sola e aiuta ad attenuare le ansie e le preoccupazione, riducendo anche il rischio di disturbi dell’umore nel post-partum.

Pagina FB: https://www.facebook.com/dott.ssamoniacrimaldi/

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Autore: Dott.ssa Monia Crimaldi

Psicologa e Psicoterapeuta in formazione. Per contatti: cel. 3208365171 mail:monia.crimaldi@gmail.com

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